Biografia

Terra arsa, rock ed echi western per un live intenso e coinvolgente
Leo Folgori cresce e vive tutt’oggi a Roviano, piccolo paese della provincia di Roma. Le influenze che dominano la musica e lo show di questo giovane cantautore vanno dai classici De Gregori a De André, da Lolli ai canti di protesta operaia fino al grande pop-rock del passato, tra Beatles e Rolling Stones fino a Santana.
Negli anni Folgori ha sviluppato un approccio sempre più dinamico senza tralasciare la sua innata passione per il cinema western di Sergio Leone arricchito dalle intramontabili musiche di Ennio Morricone lo indirizzano sempre più chiaramente verso il suo debutto discografico.
Durante il 2013 insieme all'amico poeta Luca Manoni si esibisce nei teatri e le piazze italiane con il progetto Leo Folgori & Band – Luca Manoni: Oltre la strada (Reading and Songs).
Il 15 maggio 2014 è uscito “Vieni via” (Beta Produzioni), il suo album d’esordio, con la direzione artistica di Nicolò Pagani, anticipato dalla pubblicazione de “Il ballo del serpente”, primo singolo del disco.
A fine settembre è tra gli ospiti della programmazione della BiennaleMArtelive, main event del concorso MArteLive e ad ottobre è tra i candidati ai finalisti delle Targhe Tenco per la sezione “Miglior Opera Prima”.
Il 18 dicembre esce il suo secondo singolo, “Vieni via”, il cui video è presentato in anteprima su Repubblica.it; nello stesso mese riprende il suo “Vieni via tour”.
Nel 2015 si esibisce in importanti eventi, come l’Earth Day presso Villa Borghese a Roma e “I Giovani del FolkStudio”, rassegna curata da Luigi “Grechi” De Gregori.
L'8 di ottobre 2015 partecipa con grande entusiasmo alla maratona di artisti "Io Sto Con Erri", presentata da Gino Castaldo, con la presenza e le parole dello stesso De Luca. Il Club Monk di Roma gremito di spettatori, vede sul palco grandi musicisti: Maria Pia De Vito, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista, Roy Paci, Med Free Orchestra, Edoardo De Angelis, Kutso, Il Muro Del Canto, Piotta e tanti altri.
Ad ottobre 2015 si esibisce anche sul prestigioso palcoscenico del nuovo MEI 2.0 di Faenza (Ra), durante il quale propone il meglio di "Vieni via" con una full band, davanti a una piazza gremita e coinvolta da suo sound.
Il 12 Febbraio 2016 in occasione della sua esibizione al MArteLabel Fest al MONK club di Roma, esce in esclusiva per REPUBLICA.TV il video “Oltre la strada”.
Rockerilla – Maurizio Maschio «Esordio quasi perfetto quello del giovane chansonnier romano Leo Folgori, che con Vieni via ci consegna un disco carico di suggestioni e pagine di grande intensità nel solco della migliore scuola cantautoriale italiana»
L'Isola che non c'era – Ambrosia Silvia Imbornone «Un disco in cui la musica lavora per sottrazione e dipinge storie "che nascondono a volte la forza di una scelta, storie difficili, malandate, il più delle volte messe in disparte dallo sguardo comune", attraverso sonorità acustiche folk, talora minimali, a volte country, sempre con cura cantautorale alle atmosfere e ai colori sfumati»
Rockit – Giuseppe Catani «Tanto più che Leo Folgori e Tondelli sembrano agire in simbiosi: una voce al catrame si confonde con gli echi dello scrittore di Correggio, se ne vanno via (appunto) insieme, si gettano nelle strade abbandonandosi alla vita, alla ricerca del desiderio [..] Ne escono fuori dodici canzoni dall'imprinting cantautorale, belle ed espressive anche quando si parla d'amore»
Musica Jazz - Alberto Bazzurro «Nelle pieghe della proposta, complessivamente solida, si coglie anche un apprezzabile mestiere. Cantautoriale nel senso più pieno del termine»
Pagina 99 – Saverio Caruso «Una poetica a metà strada tra De Gregori e Piero Ciampi che invita l'ascoltatore a osservare attentamente ciò che ci circonda, denunciando con forza i pregiudizi e le indifferenze. [...] Un progetto artistico da utilizzare come terapia contro la vanità»
ExitWell – Valerio Cesari Cantautore laziale di stanza tra Roviano e Tivoli, Leo Folgori ha la calma serafica di chi sa il fatto suo: senza voler strafare, senza bisogno di volare per forza di cose "alto" da in pasto questo Vieni Via [...] giocando d'anticipo e d'esperienza, col suo cantautorato impegnato sì ma che non stucca, cadenzato pure ma senza sfociare nel nostalgico e nell'anacronistico»
Blogfoolk – Daniele Cestellini «In generale, nello scorrere delle dodici canzoni che compongono Vieni via, osserviamo lo scorrere di interazioni ravvisabili a ogni angolo di strada, restituite dentro una combinazione di immagini variamente sfocate e a tratti abbaglianti. Immagini e storie che al realismo mescolano una capacità interpretativa non comune. E generano una sorta di commento rauco, attento ai dettagli e allo stesso tempo impulsivo»
Clap Bands – Viviana Sbriglione «Rilassa e fa riflettere, è una straordinaria combinazione la voce di Leo Folgori e le parole dei suoi testi, il tutto accompagnato da quella base folk e un po' country che rende l'atmosfera unica accompagnandoti in questo viaggio»
MusicaMag: Un'altra musica – Giorgio Pezzana «Nell'insieme un lavoro piuttosto sorprendente, che merita un ascolto attento e, in taluni casi, anche ripetuto. Apparentemente difficile, ma reso fluido da una musicalità assai immediata»
Flaneri – Luigi Ippoliti «Vieni Via è un esordio interessante di un ragazzo che ha iniziato con il giusto piglio. Un album che ha molto da dire e che ha un'interessante stratificazione di significati a livello testuale, impreziosito dagli arrangiamenti di Nicolò Pagani. Un lavoro da cantautore che conosce la materia di cui parla»
OcaNera Rock – David Colangeli «La prima cosa che salta all'orecchio è la voce: roca, come vuole "la tradizione" da mauldit... ma le liriche, questa volta, sono di tradizione cantautorale e non una miscelanea di brutti luoghi comuni folcloristici. La musica non è solo un prestesto per raccontare storie, ma viene curata con un arrangiamento maniacale»
Rockambula «Storie di ultimi ed esclusi, indifferenza e diversità. Tra Fabrizio De André e Pier Vittorio Tondelli, tra il cantautorato italiano classico ed echi d'America. Una voce ipnotica e sghemba per un disco dalla schiena dritta»
SeeSound – Mirco Calvano «Leo Folgori ha confezionato proprio un buon disco d'esordio riuscendo a mantenere una propria identità vocale e compositiva ma senza allontanarsi troppo da quelle evidenti contaminazioni e dagli evidenti tributi al cantautorato nostrano; [...] Vieni Via è un disco moderno e allo stesso tempo attaccato saldamente alla tradizione, ma soprattutto è un disco colmo di ottimi contenuti che, purtroppo, di questi tempi sono sempre più rari; l'ascolto è consigliatissimo»
IndiePerCui «Un disco pieno di racconti da narrare dove l'approccio diretto al folk si mescola molto bene alle radici di un vissuto in cerca sempre di una propria strada da seguire. Un grande inizio, per questo solitario cantautore, che raccoglie i cocci e li reinventa dando un senso alla composizione, un nuovo oggetto che si trasforma in emblema»
Tempi-Dispari (intervista) «Non so bene quali requisiti deve avere un cantautore. Ecco perché preferisco definirmi un cantastorie. Sicuramente ho scelto a questo punto della mia vita di raccontare quello che vedo, che sento e che penso. Il caso ha voluto che facessi questa scelta»
Asap Fanzine – Marco Maresca «La concretezza minimale del disco di Leo Folgori fa presagire che sentiremo ancora parlare del cantastorie di Roviano»
Extra Music Magazine – Valerio di Marco «"Vieni Via" è un viaggio dalla parte dei reietti, degli ultimi, un lavoro che racconta per sottrazione e dipinge storie attraverso sonorità acustiche minimali, con la cura tipicamente cantautorale prestata alle atmosfere ed ai colori sfumati»
Audiofollia – Francesco Lenzi «Leo è uno di quei cantautori che nascono nel segno di una certa tradizione "artistica"; se a questo poi aggiungiamo anche la qualità, avrete già un bel quadro dell'insieme»

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